Domani si celebra il Safer Internet Day, la giornata internazionale istituita dall’Unione Europea per sensibilizzare ai rischi derivanti dall’utilizzo di internet e sensibilizzare i giovani. Bullismo e cyberbullismo sono temi centrali del progetto “Da Spettatori a Protagonisti”, promosso da Gruppo SGR e giunto alla quarta edizione.
Tra gli esperti coinvolti c’è Stefano Stambazzi dell’Agenzia K2 Web.
“Quest’anno – racconta – ho chiesto ai ragazzi, attraverso un questionario anonimo, di raccontare quali sono le problematiche più sentite sull’uso di cellulari e social. Qualcuno ha raccontato di aver subito hackeraggio di account di vario tipo. Altri hanno raccontato di avere un problema di dipendenza legato all’uso incontrollato del telefono e difficoltà a concentrarsi. Sulle cose personali tendono a sbottonarsi di meno, ma diversi hanno raccontato di essere stati contattati da sconosciuti o persone che si fingono altre persone”.
Fondamentale ergere delle barriere di difesa utili per i ragazzi ma anche per gli adulti, spesso un po’ superficiali nell’utilizzare i nuovi media: “Per la sicurezza dei propri account, è bene tenere a mente alcuni accorgimenti che possono apparire banali: utilizzare password sicure, non utilizzare il proprio nome o la propria data di nascita e non utilizzare la stessa password per diversi account. Per gli account collegati a modalità di pagamento è utile utilizzare l’autentificazione a due fattori, cioè la richiesta di inserimento di un codice aggiuntivo ricevuto tramite mail o telefono, oppure attraverso App di autentificazione. Altro accorgimento utile è il controllo dei dispositivi connessi ad un determinato servizio: consente di accertare tutti i dispositivi connessi e località da cui qualcuno ha fatto accesso al profilo ed eventualmente di rimuoverli. In quest’ultimo caso è sempre bene cambiare la password. Inoltre, consiglio sempre di non tenere il proprio account collegato sul telefono di amici, di controllare sempre il mittente di mail che invitano a mettere in sicurezza il proprio account e di prestare attenzione quando ci sono link da cliccare. Quando si installa una App, inoltre, controllare quali autorizzazioni richiede; se non ci si fida dell’App, è bene negare il consenso. In generale, poi, è bene non utilizzare quelle App che chiedono di inserire i propri dati di accesso al proprio profilo social e diffidare sempre di chi chiede di inviare foto o video: in rete non si è mai realmente sicuri dell’identità della persona con cui si sta chattando”.
Non tanto sulla parte tecnologica, ma più sull’aspetto educativo legato anche ai rischi della rete i genitori possono diventare importanti “Consiglio di fare una chiacchierata con i figli sui vari problemi legati alla sicurezza online, come ad esempio i rischi legati alla condivisione di informazioni e contenuti personali sulle chat e sui social, cyberbullismo e pedofilia; creare un clima di apertura, affinché i figli sappiano che possono fare riferimento ai loro genitori se incontrano dei problemi che non sanno come risolvere; impostare delle regole e sensibilizzarli su un uso consapevole del cellulare, ad esempio mostrando come monitorare il tempo di utilizzo, limitare le notifiche e utilizzare la modalità concentrazione. Infine, incoraggiare ai figli ad attività alternative e offrire un modello di riferimento sano, prestando attenzione a quanto utilizzano il cellulare davanti ai loro figli”.
“La bontà e l’utilità del progetto è testimoniata dai numeri di classi e scuole coinvolte, che in questi quattro anni sono cresciuti esponenzialmente – spiega la responsabile Nicoletta Renzi -. Parte di questo progetto, che spazia dall’utilizzo corretto delle parole alla consapevolezza di sé stessi, riguarda proprio il corretto utilizzo di internet. SGR affianca le scuole mettendo a disposizione esperti e tecnologie che coinvolgono i ragazzi in laboratori che vanno dalla sicurezza e la protezione della privacy nell’uso dei social all’uso creativo delle competenze digitali. Anno dopo anno i frutti di questo percorso sono sempre sorprendenti”.